giovedì 21 ottobre 2010

NUOVA PROPOSTA TURISTICA UNIAMOCI PER REALIZZARLA

Un tempo la vacanza era per pochi ora, più che mai, la vacanza per tutti intesa come rigenerazione fisica e psichica, innovazione relazionale, diversificazione delle attività ecc. Nella stratificazione sociale, pur omogenea, esistono ancora fra “chi ha” e “chi non ha” seppur nella panificazione del tempo libero. Il turismo relazionale si prefigge di dare anche risposta al bisogno delle famiglie meno abbienti e con carichi familiari onerosi tali per cui o trova soluzioni economicamente accessibili o deve inibire un bisogno indispensabile per la vita.
“La vacanza non è un lusso ma un indispensabile bisogno da soddisfare”
Il turismo nasce sulla spinta di un bisogno estremamente diffuso nel cambio culturale ed economico della società:il passaggio dall’economia della società: il passaggio dell’economia rurale all’economia industriale e post industriale ha dato origine alla urbanizzazione delle persone, alla massificazione abitativa, alla perdita di contatto con la temporalità naturalistica,ed il bisogno di evadere da attività di routine parcellizzate ed estremamente monotone nella loro ripetitività. Un tempo il turismo, nella società rurale, era privilegio dei nobili e dei borghesi che economicamente potevano permettersi castelli seconde case, viaggi, servitù e quant’altro; nella situazione industriale e post industriale la società si è notevolmente omologata e le classi sociali sono abbastanza parificate accomunando così bisogni e risposte agli stessi in modo uniforme. Un tempo la vacanza era per pochi ora, più che mai, la vacanza per tutti intesa come rigenerazione fisica e psichica, innovazione relazionale, diversificazione delle attività ecc. Nella stratificazione sociale, pur omogenea, esistono ancora fra “chi ha” e “chi non ha” seppur nella panificazione del tempo libero. Il turismo relazionale si prefigge di dare anche risposta al bisogno delle famiglie meno abbienti e con carichi familiari onerosi tali per cui o trova soluzioni economicamente accessibili o deve inibire un bisogno indispensabile per la vita.
“Il turismo ai campani”, è lo slogan che sottolinea l’importanza della valorizzazione delle micro-imprenditorialità diffusa.
Come si può continuare a parlare di turismo soltanto puntando sulle coste e tagliando fuori i parchi, le riserve e l’entroterra della Provincia di Salerno?
Inoltre è da sottolineare che attualmente il turismo interno è in netta prevalenza quasi esclusiva rispetto a quello esterno o estero (cosa estremamente negativa).
Sono due i punti sui quali la politica del governo regionale deve fare marcia indietro se si vuole puntare sul turismo. E’ in questa nuova direttrice il turismo relazionale assume un ruolo strategico.
Cosa si intende per turismo relazionale?
Un turismo radicato nel territorio che faccia perno sulla micro impresa e che valorizzi l’immenso patrimonio culturale e naturalistico di cui dispone la Sicilia non solo nei grandi centri ma nei piccoli. Inoltre, questo tipo turismo è strettamente legato alle relazioni umane con un rapporto immediato e diretto tra chi offre il servizio e ne gode.
Cosa si dovrebbe fare allora?
Solo attraverso la creazione di un network tra le varie iniziative si può pensare di creare un’offerta turistica adeguata. La messa in rete oggi è possibile ma anchè condizione indispensabile. E’ l’uso delle nuove tecnologie lo consente. Sto pensando non solo all’informatica e alla telematica ma anche alle energie alternative.
Ma il network per funzionare ha bisogno di servizi integrati. Come potrebbe essere organizzati?
Questo è un punto decisivo. Infatti, occorre sollevare la piccola struttura ricettiva dall’incombenza della ristorazione e degli altri servizi ad essa collegati come la prenotazione,la lavanderia, ecc.
A questa proposito la formazione di associazione locali di operatori potrebbero affrontare a monte il problema. Oggi, ad esempio, il catering, pur nel rispetto delle tradizioni gastronomiche dei luoghi, può essere una soluzione e, nel contempo, una opportunità di lavoro.
Il mio obiettivo generale è quello di promuovere una forma di turismo sostenibile alternativa chiamata “Turismo Relazionale Integrato”; con  questa accezione si intende un particolare settore dell’offerta e della domanda di servizi e beni a valenza turistica relativizzata e fruiti attraverso una combinazione di relazioni.
Interpersonali in cui i soggetti generatori o confezionatori di tali servizi al di là di un mero orientamento alla vendita fanno proprio un atteggiamento di sentita e condivisa ospitalità, mettendo al nudo il proprio patrimonio storico, artistico, folkloristico ed enogastronomico.
Il turismo relazionale è un turismo che, oltre a favorire tra le diverse realtà, amplifica la possibilità di arricchimento culturale, di promozione e di valorizzazione delle risorse territoriali.




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